Espulsione annullata: il Giudice di Pace di Torino censura il decreto 'fotocopia' e tutela chi chiede asilo
28 marzo 2026 | Studio Legale Oltre
Il Giudice di Pace di Torino, Sezione Immigrazione (Giudice Eliana Zecca), con sentenza del 28 marzo 2026 (R.G. 7399/2024), ha accolto il ricorso patrocinato dall’avvocata Elena Garelli dello Studio Legale Oltre, annullando il decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Torino nel marzo 2024 nei confronti di una donna peruviana. Il decreto era stato adottato mentre lə ricorrente tentava da mesi, invano, di formalizzare la domanda di protezione internazionale presso la Questura di Torino, nonostante numerosi accessi documentati agli uffici e una PEC formale del difensore, sempre rimasti senza esito.
Il Giudice ha annullato il provvedimento per tre autonomi profili. In primo luogo, la motivazione era meramente apparente e standardizzata — al punto da non essere neppure declinata al femminile — in violazione dell’art. 3 l. 241/1990 e dell’obbligo di valutazione “caso per caso” ex art. 13, co. 2, TUI. In secondo luogo, lo stato di irregolarità derivava da forza maggiore: l’impossibilità di formalizzare la domanda di asilo era imputabile all’illegittima prassi della Questura, e la domanda — formalizzata solo a maggio 2024 dopo un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. — rende comunque ineseguibile l’espulsione ex art. 7 d.lgs. 25/2008. Infine, il decreto violava il divieto di refoulement ex art. 19, co. 1 e 1.1, TUI: le allegazioni dettagliate sul rischio di persecuzione in Perù legato all’orientamento sessuale, supportate da fonti internazionali aggiornate (EUAA, Human Rights Watch, Amnesty International, Corte interamericana dei diritti umani), imponevano al Prefetto una valutazione del tutto mancata.
La sentenza afferma principi importanti: il decreto di espulsione “fotocopia”, privo di istruttoria individualizzata, è illegittimo; chi ha manifestato la volontà di chiedere asilo non può essere espulsə per l’inerzia della stessa amministrazione; il non refoulement per orientamento sessuale va esaminato anche dal Giudice di Pace.
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